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eCommerce Cadaveri Eccellenti
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eCommerce Cadaveri Eccellenti

Fulvio Sarao
#ecommerce#fallimenti

I 20 “cadaveri eccellenti” dell’eCommerce: quando anche i giganti cadono

L’eCommerce non è solo la storia dei grandi successi (Amazon, Zalando, Alibaba), ma anche di colossi e startup che sembravano destinati a dominare il mondo e invece… sono spariti. Alcuni erano pionieri, altri meteore, altri ancora mostri cresciuti troppo in fretta. Ecco una rassegna di 20 casi famosi (in Italia e nel mondo) che raccontano come anche nell’online ci siano “cadaveri eccellenti”.

Indice dei cadaveri eccellenti

Fallimenti famosi ecommerce italiani

  1. ePrice
  2. Postalmarket
  3. Stockisti
  4. Redcoon
  5. eKey
  6. Taocomputer
  7. Techmania
  8. Misco Italia
  9. Esperya
  10. Gustoshop

Fallimenti famosi ecommerce internazionali

  1. Webvan (USA)
  2. HomeGrocer (USA)
  3. Pets.com (USA)
  4. Boo.com (UK)
  5. Fab.com (USA)
  6. Gilt Groupe (USA)
  7. Vente-Privee USA
  8. Groupon Goods
  9. GearBest (Cina)
  10. SSense (Canada)

10 casi italiani (o con forte presenza italiana)

ePrice (Italia)

Anni: attivo dai primi anni 2000 – chiusura controllata 2022 Apice: tra i principali ecommerce italiani per elettronica / elettrodomestici Modello: marketplace verticale incentrato sulla tecnologia e grandi elettrodomestici, con un’ampia rete logistica. Motivazioni profonde: problemi di liquidità, costi fissi troppo alti, margini ridotti. Fallita la società storica per problemi finanziari, ma il brand è stato rilanciato da Takin’ Care Srl nel 2022 e oggi sembra essere in utile. Fonte: Wikipedia

Postalmarket

Anni: 1959 – 2015 Modello: catalogo cartaceo evoluto in ecommerce generalista, specializzato in moda e casa. Motivazioni profonde: il modello della vendita per corrispondenza è stato superato; passaggio lento al digitale, concorrenza di player più moderni. Fonte: Wikipedia

Stockisti.com

Anni: 2012 – 2017 Modello: sito specializzato in smartphone e tecnologia a prezzi fortemente scontati. Motivazioni profonde: basava la sua competitività su evasione IVA, con margini gonfiati; chiuso dopo indagini fiscali. Fonte: Repubblica

Redcoon Italia

Anni: 2003 – 2017 Modello: generalista elettronica, computer e elettrodomestici, parte di MediaMarkt. Motivazioni profonde: margini troppo ridotti e concorrenza di Amazon; chiusura scelta a livello corporate. Fonte: Wikipedia

eKey

Anni: 2001 – 2017 circa Modello: specializzato in informatica, componentistica e accessori hardware. Motivazioni profonde: margini compressi, concorrenza internazionale, incapacità di reggere la guerra dei prezzi.

Taocomputer

Anni: metà 2000 – 2018 circa Modello: ecommerce di informatica, noto tra i gamer per PC assemblati e componenti personalizzabili. Motivazioni profonde: settore competitivo, margini ridotti, crescita non sostenibile.

Techmania.it

Anni: 2010 – 2017 Modello: vendita online di smartphone e device con forti promozioni. Motivazioni profonde: problemi legali, inadempienze nelle consegne e sequestri giudiziari che hanno azzerato la fiducia dei clienti. Fonte: DDay

Misco Italia

Anni: 2000 – 2017 Modello: ecommerce B2B, specializzato nella fornitura di soluzioni IT alle aziende. Motivazioni profonde: contrazione del settore e scelta del gruppo madre di uscire dal mercato italiano.

Esperya

Anni: 2000 – 2004 circa Modello: uno dei primi siti italiani di food ecommerce, specializzato in prodotti tipici e gourmet. Motivazioni profonde: mercato acerbo, logistica del fresco troppo onerosa, scarsa fiducia dei clienti.

Gustoshop

Anni: 2009 – 2011 circa Modello: ecommerce di prodotti enogastronomici italiani di qualità. Motivazioni profonde: scarsità di domanda, prodotti deperibili, investimenti in marketing insufficienti.

10 casi internazionali famosi

Webvan (USA)

Anni: 1996 – 2001 Modello: pionieri del grocery online, consegna a domicilio di spesa alimentare. Strategia: investimenti enormi in magazzini e flotte proprietarie, per coprire più città. Motivazioni profonde: crescita troppo rapida, costi logistici fuori controllo, consumatori non ancora pronti. Fonte: Wikipedia

HomeGrocer (USA)

Anni: 1997 – 2000 Modello: spesa alimentare online con consegne fresche. Strategia: puntava sulla rapidità e freschezza, servizio locale molto apprezzato. Motivazioni profonde: acquisita da Webvan, perse competitività e diventò non redditizia. Fonte: Wikipedia

Pets.com (USA)

Anni: 1998 – 2000 Modello: ecommerce dedicato ai prodotti per animali domestici (cibo, accessori). Strategia: spese massicce in pubblicità (famoso il pupazzo testimonial), prezzi bassi. Motivazioni profonde: spedizioni troppo costose per prodotti voluminosi, domanda acerba, margini negativi. Fonte: Investopedia

Boo.com (UK)

Anni: 1998 – 2000 Modello: fashion ecommerce globale, abbigliamento e accessori trendy. Strategia: lancio in più paesi con sito innovativo (3D e zoom prodotti), molto costoso. Motivazioni profonde: sito troppo lento per l’epoca, costi pubblicitari eccessivi, capitale bruciato. Fonte: Wikipedia

Fab.com (USA)

Anni: 2010 – 2015 Modello: ecommerce di design e prodotti lifestyle originali. Strategia: partito come social network per designer, poi pivot verso flash sales di oggetti di design. Motivazioni profonde: cambi di rotta continui, perdita identità, costi di acquisizione clienti altissimi.

Gilt Groupe (USA)

Anni: 2007 – 2016 Modello: flash sales di moda e lusso, sconti a tempo limitato. Strategia: creare senso di urgenza e esclusività. Motivazioni profonde: saturazione del modello, margini sempre più bassi, concorrenza dei marketplace.

Vente-Privee USA

Anni: 2011 – 2014 Modello: vendite private online di moda e accessori, modello importato dalla Francia. Strategia: partnership con American Express, targeting premium. Motivazioni profonde: mercato USA meno ricettivo, difficoltà di adattamento locale, chiusura dopo 3 anni.

Groupon Goods

Anni: 2010 – 2020 circa Modello: eCommerce collegato al famoso Groupon, basato su offerte lampo di prodotti vari. Strategia: sfruttava l’enorme base utenti delle daily deal per vendere anche oggetti fisici. Motivazioni profonde: margini troppo bassi, fidelizzazione nulla, modello daily deal in declino.

GearBest (Cina)

Anni: 2007 – 2021 Modello: marketplace internazionale con focus su tecnologia e gadget cinesi a basso costo. Strategia: prezzi ultra competitivi, spedizioni internazionali a basso costo, forte marketing verso l’Europa. Motivazioni profonde: crisi finanziaria della casa madre Globalegrow, indebitamento e concorrenza feroce.

SSense (Canada, moda lusso)

Anni: primi 2000 – bancarotta 2025 Modello: ecommerce di moda di lusso internazionale. Strategia: piattaforma premium di designer e brand luxury, esperienza utente curata. Motivazioni profonde: calo domanda del lusso, aumento costi doganali e logistici, margini troppo ridotti. Fonte: IoDonna

Le cause ricorrenti dei fallimenti

Morale: l’eCommerce non è il paradiso delle vendite facili. È un settore che richiede capitale, strategia, logistica impeccabile e soprattutto clienti fedeli. Senza questi ingredienti, anche i giganti cadono.

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