che cos’è il business model? Possiamo definirlo come uno strumento di sintesi che dia un quadro d’insieme dell’intero progetto. Con il Business Model puoi avere un quadro completo del tuo progetto, anche da mostrare ad investitori o banche.
Di seguito ti spiegherò come farlo e perché usando anche il modello di Business di Ikea
Per semplificare al minimo il concetto di business model , immaginati di dover usare degli schemi preformati per esporre la tua idea di azienda o di progetto, il business model, non è altro che una guida metodica per esporre al meglio la propria idea, ma soprattutto ti permetterà di individuare da subito se la tua idea di modello di business potrà funzionare oppure no. Mentre per semplificare il concetto di business model canvas immaginati i Bigini (bignami) o i riassuntini di quando andavi a scuola, ovviamente dovendo ridurre all’osso, in poche pagine si racchiudeva un intero libro: ecco il business model canvas è uno schema pratico e semplificato del modello di business. Quindi: modello di Business o Business Model è la trasposizione dei processi aziendali al raggiungimento dell’obiettivo, il business model canvas o schema del modello aziendale , è uno schema semplificato per esporre e rappresentare il proprio modello di business.
Nell’avvio di un qualsiasi progetto eCommerce dopo aver scovato l’idea vincente è importantissimo creare il Business Model. Ovviamente per il nostro blog, daremo un pochino di attenzione in più al Business Model e Business Model Canvas per eCommerce seguito dal Business Plan per verificare punti di forza e di debolezza dell’intero progetto. Possiamo dire che il Business Model precede la parte strategica del progetto, ma già in esso la integra, in modo tale da avere un quadro d’insieme operativo (ovviamente se l’attività è già avviata, la strategia sarà già presente e sarà facile integrarla albusiness model) Mi sono però accorto che esiste una grande confusione su cosa sia un business model, tanti professionisti o sedicenti tali, hanno un concetto errato di cosa sia un business model. Prima di tutto quindi facciamo un po’ di chiarezza. 
Il business model o modello di business è uno strumento di sintesi in cui vengono descritte le idee, lo scopo, il guadagno, i costi, le attività, la comunicazione, ecc. dell’intero progetto. Il business model annovera a sua volta il Business Plan in cui ci sono il conto economico del progetto. Tendenzialmente il business plan fa una previsione di passività e attivi, quindi Costi e Ricavi dell’esercizio, su prospettive di 3 o 5 anni. Mentre il business model descrive l’attività e le interazioni tra di esse. Immaginati il Business Model come un Giornalino in cui è presente una storia, mentre il business plan come un quaderno di una brava casalinga nella quale segna entrate e uscite che usa per fare ipotesi su quanto potrà spendere. Quindi per essere più chiari possibili, il business model è un documento che si muove, evolve, si trasforma; in cui viene rappresentata l’idea dell’azienda, di come guadagnerà e quali saranno i suoi punti di forza. Più avanti vedremo come si fa un business model in modo molto semplice.
il modello di business secondo wikipedia: Il modello di business è l’insieme delle soluzioni organizzative e strategiche attraverso le quali l’impresa acquisisce vantaggio competitivo. In particolare, il modello di business:
- fornisce le linee guida con cui l’impresa converte l’innovazione in acquisizione di valore (profitto) senza prescindere da una adeguata strategia in grado di apportare un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza (traccia così una direzione a cui probabilmente faranno seguito i follower);
- definisce una organizzazione che consenta di condividere la conoscenza all’interno dell’azienda e valorizzare le proprie risorse umane favorendo le condizioni ideali per incentivare l’innovazione;
- individua i rapporti di interazione e cooperazione con fornitori e clienti (mercato) valorizzando le proprie scelte (di modello e/o di business);
- stabilisce le metodologie e gli strumenti per analizzare in modo critico e continuativo i risultati ottenuti dal proprio modello di business confrontandoli con quelli dei propri concorrenti.
Il modello di business è uno dei principali strumenti a disposizione del management per interpretare e gestire le dinamiche interne ed esterne all’azienda.
Settimana scorsa ho dovuto bacchettare un professionista che confondeva il business model con i modelli transazionali e relazionali, ma queste lacune sono di moltissimi. Facciamo quindi un po’ di chiarezza: Modelli Transazionali : è il metodo che si utilizza al fine dello scambio commerciale, ad esempio vendite, affitti, leasing. Modelli Relazionali : è dato dal proprio target e dal modello che si usa per rapportarsi con loro. Sentirete spesso parlare di B2C (Business to Consumer = azienda che vende al consumatore), di B2B (Business to Business = azienda che vende ad altra azienda) e di tante altre opzioni possibili. I modelli Transazionali e Relazionali mettono in chiaro tra chi sarà la relazione e come avverrà il guadagno (sono una delle voci del modello di business). Business Plan : documento di analisi del progetto con costi e ricavi, spesso con prospettive a medio e lungo periodo. Business Model : documento in cui si indicano quali sono gli aspetti dell’azienda, dall’idea al customer care, inglobando i punti precedenti. Un ottimo articolo in lingua inglese su come scrivere un business model lo potete leggere qui.
C’è da aggiungere però un punto iniziale: il Business Model è fondamentale per rappresentare in modo semplice e immediato l’idea che c’è dietro un’azienda o un prodotto. Ma se questo prodotto o azienda non ha una domanda, avere un bel business model canvas non serve a nulla. Se nell’idea non c’è un’innovazione in almeno due degli aspetti salienti del Business Model Canvas , allora è quasi impossibile che si abbia successo. Inserendo invece due aspetti innovativi, si hanno buone chance.
Partire dall’offrire una soluzione a un problema esistente e non risolto è un ottimo punto di partenza. Se quel problema è già risolto da qualcun altro o qualcos’altro, allora forse non vale la pena investirci soldi.
Dopo un battibecco su Facebook con argomento cosa fosse un business model, sono stato contattato da un ragazzo che sostanzialmente mi domandava a cosa servisse un business model , dato che mi sono scaldato tanto per difenderne le corrette funzionalità. Quindi perché scrivere un business model?
Come già indicato il business model è una chiarificazione degli aspetti fondamentali dall’idea alla sua realizzazione , ed avere un quadro completo sotto mano permette di valutare la sostenibilità del progetto. Ma entriamo nello specifico.
Il business model o modello di business che io amo seguire è il Business Model Canvas, semplice e chiaro da esporre. Venne ideato da Alexander Osterwalder nella sua tesi di laurea. Alexander proveniva dal mondo dell’informatica e, quando fece economia, decise di rendere più chiara e immediata la creazione del modello di business, adottando una tecnica visuale e organizzativa molto usata nella programmazione. In seguito la sua laurea divenne un libro che consiglio a tutti. 
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In modo molto semplice ed intuitivo, il metodo del business model canvas proposto da Alexander Osterwalder suddivide la rappresentazione del modello di business in 9 importanti aspetti di cui tener conto, che a loro volta fanno parte di due flussi principali: sul lato Sinistro i costi, sul lato Destro i ricavi.
Chi saranno i clienti? Per chi stiamo creando valore? Qui andranno inseriti i destinatari del nostro valore, chi saranno quindi i clienti a cui ci rivolgiamo. È possibile avere uno o più segmenti di clientela. Ad esempio, per un e-commerce di profumi i segmenti principali di clientela saranno le donne, ma sicuramente anche gli uomini. I segmenti o target possono essere individuati per età, sesso, aree geografiche, interessi, ecc. Ci possono essere distinzioni tipo:
Qual è il problema che il tuo prodotto o servizio risolve? Che valore fornisci al cliente? Che prodotti o servizi stai offrendo ai tuoi segmenti di clientela? Che bisogni del cliente stai soddisfando? Il valore offerto è la soluzione a un problema o esigenza esistente. È la motivazione per la quale i segmenti di clientela (target) individuati dovrebbero preferire l’azienda e il prodotto offerto rispetto a quelli della concorrenza. Pertanto, ne determina la stessa forza competitiva. Le caratteristiche che si possono individuare sono:
Quale sarà o saranno i canali di distribuzione del tuo prodotto o servizio? Come vuoi raggiungerli? Come sono integrati i canali? Quale funziona meglio? Quali sono i più efficienti in termini di costi? Come sono integrati con le abitudini del cliente? Nello specifico, sono i canali che l’azienda sfrutta per informare i suoi potenziali clienti del servizio offerto. Quindi, in ambito e-commerce, sarà la “piattaforma e-commerce” stessa indicata come canale diretto, o i “marketplace” quali eBay, Amazon, ePrice, ecc., indicati come canali indiretti. Ma sono anche i canali distributivi, ad esempio i corrieri. Fasi dei Canali:
Come comunicherai con i tuoi clienti e prospect (potenziali clienti)? Che tipo di relazione terrai con loro? Come sono integrate con il resto del modello di business? Quanto costano? Che metodi usi? Quali saranno i mezzi e i metodi per comunicare con i clienti e soprattutto trasmettere il proprio messaggio. Lo scopo in questo caso sarà sia entrare in contatto con nuovi clienti che consolidare i rapporti con quelli esistenti. Si tratta quindi della strategia di marketing che si vuole intraprendere. Ovviamente ne fanno parte il pre e il post-vendita.
(puoi leggere un articolo sui metodi per portare traffico a un e-commerce).
Quali sono i flussi di ricavi che derivano dal valore offerto con successo ai clienti? Per quale valore i clienti sono disposti a pagare? Come pagano? Quanto preferirebbero pagare? In che modo ogni flusso di ricavo contribuisce ai ricavi totali? Quali sono i “Flussi di Ricavi” che i “Segmenti di Clientela” pagheranno per il “Valore Offerto”. Le variabili da considerare nei flussi di ricavi sono: i prezzi, che possono essere fissi o dinamici, e le modalità di pagamento, calcolando i costi di transazione. (Questa è una parte del conto economico del business plan). Tipologie:
Costi fissi:
Costi variabili:
Quali sono le risorse necessarie per offrire e distribuire i beni e servizi della proposta di valore? Quali risorse chiave servono per i canali di distribuzione? Quali risorse chiave servono per le relazioni con i clienti? Quali risorse chiave servono per i flussi di ricavi? Contempla tutte le risorse chiave e gli asset posseduti e necessari di cui l’impresa ha bisogno per far funzionare il proprio modello di business. Negli asset strategici si annoverano:
Si devono individuare le risorse più utili e più efficaci al fine di realizzare e distribuire quanto è stato definito nei punti precedenti.
Quali sono le attività chiave necessarie per la proposta di valore? Quali sono le attività chiave necessarie per i canali di distribuzione? Quali sono le attività chiave necessarie per le relazioni con i clienti? Quali sono le attività chiave necessarie per i flussi di ricavo? Raggruppa tutte le attività indispensabili per la realizzazione di una proposta di valore, quindi tutto ciò che è necessario fare per realizzare la proposta di valore, la sua distribuzione e il contatto con i clienti. Categorie:
Chi sono i partner chiave? Quali sono le attività date in outsourcing? Chi sono i fornitori chiave? Quali risorse chiave stai acquistando dai partner? Quali attività chiave svolgono i partner? Include la rete di fornitori e partner con cui l’azienda collabora per creare, distribuire e gestire il valore che vuole offrire ai suoi clienti. Ad esempio, per un e-commerce saranno i fornitori o collaboratori esterni a cui demandare lavoro. Per un’azienda che opera in dropshipping, le aziende fornitrici dei prodotti saranno fondamentali e centrali per la realizzazione dell’intero progetto. Ovviamente anche eventuali partner che si occupano del marketing, dello sviluppo, della grafica, ecc. Motivazioni per le relazioni:
Quali sono i costi e i ricavi? Quali sono i costi più importanti inerenti il modello di business? Quali attività chiave sono le più costose? Quali risorse chiave sono le più costose? Questa parte si occupa del conto economico del business plan, in cui si estrapolano i costi fissi e variabili. Ad esempio: personale, affitto, acquisti merce, utenze energetiche, advertising, ecc. Serve anche indicare se l’attività è più orientata ai costi (struttura dei costi, valore offerto a basso costo, massima automazione, outsourcing) o orientata al valore (creazione del valore, valore offerto premium). Esempio di caratteristiche:
Il modello grafico che ha creato Alexander permette in modo semplice e rapido l’individuazione dei vari comparti e delle loro interazioni. Per comodità, ho tradotto i reparti.
Da questa rappresentazione è stato creato un tableau vuoto in cui inserire le proprie idee. L’ideale è stamparne uno grande, apporlo al muro e, con dei post-it, aggiungere, spostare e togliere le proprie idee; meglio se fatto in brainstorming (cooperazione con altre persone) in modo tale da avere altri punti di vista. Di seguito il tableau. Stampalo o riproduci un’immagine simile e inserisci le voci che caratterizzano il tuo modello di business. 
Voglio fare un esempio pratico di un modello di business, usando il modello di business di IKEA. Naturalmente questo sarà una veloce semplificazione, che poi va articolata ed ampliata, ma ti offrirà un quadro generale dei reparti e dei loro scopi.
Privati ed aziende sensibili al costo dei prodotti, ma desiderosi di prodotti belli e moderni. Target principali: giovani ambosessi e giovani coppie.
Prezzo dei prodotti molto basso, senza penalizzare il design. Possibilità di scelta e ritiro immediato senza attendere settimane o mesi per la consegna.


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Personale d’amministrazione.
Brand,
Designer,
Capitale.



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